Cosa c’è davvero nelle tubature dell’acqua? Il viaggio invisibile fino al rubinetto

Autore: ACQUAFILTRI | Pubblicato il  | Tempo di lettura: 4 min
Cosa c’è davvero nelle tubature dell’acqua? Il viaggio invisibile fino al rubinetto
Contenuto
Acqua del rubinetto | Italia

Cosa c'è davvero nelle tubature dell'acqua? Il viaggio invisibile fino al rubinetto di casa

L'acqua può essere controllata all'origine, ma prima di arrivare nel bicchiere attraversa chilometri di rete pubblica, contatori, serbatoi, autoclavi e impianti interni. È in questo ultimo tratto che la sua qualità può cambiare.

La domanda non è soltanto: «L'acqua dell'acquedotto è potabile?»
Dovremmo chiederci anche in quali condizioni arriva al rubinetto della nostra cucina.


Apriamo il rubinetto, riempiamo un bicchiere e vediamo un'acqua limpida. È naturale pensare che, se è stata trattata e controllata dal gestore, arriverà nelle stesse condizioni anche a casa nostra.

Tra l'impianto di trattamento e il bicchiere, però, c'è un percorso lungo e quasi sempre invisibile: rete idrica comunale, allacciamento, contatore, eventuale serbatoio o autoclave, colonne condominiali, tubazioni dell'appartamento, raccordi e rubinetteria. La qualità dell'acqua del rubinetto dipende quindi non solo dalla sorgente, ma anche dall'età, dai materiali e dalla manutenzione di tutto ciò che incontra durante il viaggio.




Una rete idrica che porta i segni del tempo

L'Italia dispone di una rete di distribuzione molto estesa, costruita in epoche differenti e con materiali diversi. Una parte importante di questa infrastruttura è ormai datata. I dati diffusi da Utilitalia descrivono una situazione che merita attenzione, mentre l'ISTAT mostra quanto elevate siano ancora le perdite lungo la distribuzione.

60%
della rete posata da oltre 30 anni
25%
della rete posata da oltre 50 anni
42,4%
dell'acqua immessa dispersa nel 2022

Secondo l'ISTAT, nel 2022 sono andati dispersi circa 3,4 miliardi di metri cubi d'acqua: una quantità sufficiente a soddisfare per un anno il fabbisogno di 43,4 milioni di persone.

Una perdita non significa automaticamente che l'acqua sia contaminata. È però un indicatore concreto dello stato dell'infrastruttura: condotte deteriorate, giunti danneggiati, rotture, sbalzi di pressione e frequenti interventi di manutenzione. Quando l'integrità di una rete viene compromessa, in particolare durante una riduzione della pressione, possono aprirsi vie d'ingresso per sedimenti o contaminanti presenti nell'ambiente circostante.

Esempio di una grande condotta deteriorata con corrosione e depositi interni
Esempio di una condotta deteriorata con prodotti della corrosione e depositi interni. L'immagine è illustrativa: condizioni e materiali variano da un impianto all'altro.



Avete mai guardato dentro una vecchia tubatura?

Una condotta può sembrare ancora normale dall'esterno, mentre sulle pareti interne si sono formati strati di corrosione e depositi che ne riducono progressivamente il diametro. Nel tempo possono accumularsi ossidi di ferro, prodotti della corrosione, sabbia, particelle trasportate dalla rete, depositi minerali, residui liberati durante i lavori e biofilm.

Interno di una tubatura con corrosione e depositi accumulati
Esempio di corrosione e accumulo di depositi all'interno di una tubatura deteriorata.

Segnali visibili

Acqua torbida o giallastra, particelle, sedimenti nel rompigetto, residui dopo un'interruzione o lavori sulla rete.

Segnali percepibili

Sapore metallico, odore insolito o cambiamenti del gusto, soprattutto dopo un periodo di ristagno.

Ciò che non si vede

Metalli disciolti e numerosi contaminanti chimici possono essere presenti senza modificare colore, odore o sapore.


Non tutti i depositi visibili rappresentano necessariamente un pericolo tossicologico. Il calcare e molti composti del ferro costituiscono spesso soprattutto un problema tecnico e organolettico. Tuttavia, osservare un bicchiere non permette di stabilire la composizione dell'acqua né di escludere la presenza di sostanze invisibili.




Tubazioni diverse, depositi diversi

Il risultato dipende dal materiale della tubatura, dalla sua età, dalla temperatura, dalla composizione dell'acqua, dal tempo di contatto e dalla frequenza di utilizzo. Ferro, acciaio zincato, ghisa, rame, ottone e materiali plastici reagiscono in modo differente. Anche raccordi, saldature, valvole e rubinetti possono influire sulle caratteristiche dell'acqua che arriva nel bicchiere.

Diversi tipi di corrosione e depositi osservabili nelle tubature
L'aspetto e la composizione dei depositi possono cambiare in base al materiale, all'età dell'impianto e alle caratteristiche dell'acqua.

Un dato importante

Due abitazioni alimentate dallo stesso acquedotto possono ricevere acqua con caratteristiche differenti al punto d'uso, perché l'ultimo tratto del percorso avviene all'interno di impianti diversi.




La rete pubblica è soltanto una parte del percorso

Le analisi comunicate dal gestore sono fondamentali, ma non possono descrivere in ogni momento ciò che accade all'interno di ciascun edificio. Dopo l'allacciamento, l'acqua può attraversare numerosi elementi prima di raggiungere la cucina.

1
Rete comunale
2
Contatore
3
Serbatoio o autoclave
4
Colonne condominiali
5
Tubi e rubinetto

La rete pubblica è gestita dall'acquedotto. L'impianto interno dipende invece dall'età dell'edificio, dai materiali utilizzati, dalla manutenzione e dalle modifiche eseguite nel corso degli anni.

Non è un dettaglio secondario: il Decreto Legislativo 18/2023, che recepisce la Direttiva europea 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, considera espressamente i potenziali rischi associati ai sistemi di distribuzione interni agli edifici, con particolare attenzione a contaminanti come il piombo e al rischio Legionella.




Piombo nelle vecchie tubature: un rischio che non si riconosce a vista

Non è corretto affermare che tutta la rete idrica italiana sia composta da tubazioni in piombo. In alcuni edifici più vecchi, tuttavia, possono essere ancora presenti tubi, raccordi, saldature o componenti metallici contenenti piombo.

A seguito della corrosione e del contatto prolungato, il piombo può passare nell'acqua. Il problema è che, quando è disciolto, non è necessariamente visibile e non può essere riconosciuto in modo affidabile dal gusto o dall'odore. Soltanto un'analisi specifica può confermarne la presenza e misurarne la concentrazione.

La normativa diventa più severa

Il valore parametrico del piombo nell'acqua potabile dovrà scendere da 10 a 5 microgrammi per litro entro il 12 gennaio 2036.

Ridurre l'esposizione è particolarmente importante per i bambini e durante la gravidanza, perché il piombo può interferire con lo sviluppo del sistema nervoso.




Acqua stagnante: attenzione a seconde case e abitazioni poco utilizzate

Il ristagno è particolarmente rilevante in Italia, dove sono diffuse seconde case, abitazioni turistiche e appartamenti utilizzati soltanto in alcuni periodi dell'anno. Può verificarsi anche dopo una vacanza, nei rubinetti aperti raramente, nelle tubazioni di grandi condomini e nei serbatoi con manutenzione insufficiente.

Quando l'acqua rimane ferma, aumenta il tempo di contatto con tubi, raccordi e rubinetteria; il disinfettante residuo può diminuire e sulle superfici interne possono svilupparsi biofilm. La presenza di un biofilm non significa automaticamente che l'acqua provocherà una malattia, ma rappresenta un elemento importante nella gestione igienica dell'impianto.

1

Più tempo di contatto

L'acqua resta più a lungo a contatto con metalli, raccordi e materiali dell'impianto.

2

Meno disinfettante residuo

La protezione residua tende a diminuire durante periodi prolungati senza ricambio.

3

Possibile sviluppo di biofilm

Microrganismi e sostanze organiche possono aderire alle superfici interne delle tubazioni.




Ciò che il filtro rende visibile

A volte la quantità di particelle trasportate dall'acqua diventa evidente soltanto osservando un elemento filtrante dopo l'utilizzo. Il colore marrone o rossastro può dipendere da ossidi di ferro, sedimenti e prodotti della corrosione. Altri residui possono provenire da sabbia, lavori sulla rete, vecchi serbatoi o tubazioni interne deteriorate.

Esempi di elementi filtranti e superfici con depositi accumulati
Esempi di elementi filtranti e superfici interne con depositi accumulati. La composizione dei residui può essere determinata soltanto mediante analisi.

Attenzione: un filtro molto sporco deve essere sostituito nei tempi previsti. Una cartuccia utilizzata oltre la propria capacità non garantisce più le prestazioni per cui è stata progettata.



Se l'acqua è trasparente, significa che è pura?

No. La trasparenza è un segnale positivo, ma non costituisce un'analisi chimica. Alcune sostanze alterano colore, odore o sapore; altre possono essere presenti senza produrre alcun cambiamento percepibile.

Piombo
e altri metalli
Nitrati
e nitriti
PFAS
sostanze persistenti
Pesticidi
e composti organici

Non tutte queste sostanze provengono dalle tubazioni. Nitrati, PFAS e pesticidi, per esempio, possono essere già presenti nella risorsa idrica a causa dell'inquinamento ambientale. Le tubature rappresentano un ulteriore elemento del percorso, non l'unica possibile fonte di contaminazione.

Anche far bollire l'acqua non risolve ogni problema: l'ebollizione può inattivare molti microrganismi, ma non elimina metalli disciolti, nitrati, calcare, PFAS e numerosi contaminanti chimici. Con l'evaporazione, alcune sostanze non volatili possono perfino concentrarsi.




Sette precauzioni utili per l'acqua di casa

1. Dopo una lunga assenza, lascia scorrere l'acqua fredda prima di berla o usarla in cucina.
2. Non utilizzare l'acqua calda del rubinetto per bere o preparare gli alimenti.
3. Pulisci periodicamente i rompigetto e controlla l'eventuale presenza di sedimenti.
4. Informati sull'età e sui materiali delle tubazioni dell'edificio.
5. Verifica che serbatoi e autoclavi siano ispezionati e mantenuti correttamente.
6. In caso di dubbi, richiedi un'analisi dell'acqua prelevata direttamente dal rubinetto.
7. Scegli un sistema di filtrazione adatto alle caratteristiche dell'acqua e alle condizioni dell'abitazione.



Il punto d'uso: l'ultima barriera prima del bicchiere

Non possiamo sostituire individualmente i chilometri di rete che attraversano una città e spesso non possiamo intervenire da soli su tutte le tubazioni di un condominio. Possiamo però controllare l'ultimo e più importante tratto: quello immediatamente precedente al consumo.

Primo livello

Filtrazione meccanica

Trattiene sabbia, ruggine, sedimenti e particelle sospese.

Filtrazione profonda

Carbone attivo e sorbenti

Riducono cloro, odori, sapori sgradevoli e numerosi composti organici; le prestazioni dipendono dalla cartuccia.

Trattamento completo

Osmosi inversa

Riduce un ampio spettro di sostanze disciolte, tra cui metalli pesanti, nitrati, PFAS e sali in eccesso.

La protezione che puoi controllare

Scegli la filtrazione adatta alla tua acqua

I sistemi sottolavello trattano l'acqua direttamente nel punto in cui viene utilizzata per bere, cucinare e preparare il caffè. Scopri una soluzione a filtrazione profonda oppure la protezione più completa dell'osmosi inversa.




L'acqua ha già fatto un lungo viaggio. L'ultimo passaggio può dipendere da noi

L'acqua distribuita in Italia viene sottoposta a controlli e deve rispettare precisi requisiti di legge. Questo non rende irrilevante ciò che accade durante il trasporto e, soprattutto, all'interno degli edifici.

Età delle tubazioni, corrosione, sedimenti, materiali dei raccordi, serbatoi, ristagni e manutenzione possono modificare le caratteristiche dell'acqua lungo l'ultimo tratto. Un sistema di filtrazione al punto d'uso non sostituisce la manutenzione dell'acquedotto o dell'impianto condominiale, ma aggiunge una barriera controllabile esattamente dove conta di più: immediatamente prima del consumo.

Perché non conta soltanto da dove proviene l'acqua. Conta anche come arriva nel nostro bicchiere.


Crea l'ultima barriera prima del tuo bicchiere

Scopri i sistemi AQUAPHOR disponibili in Italia e scegli il livello di filtrazione più adatto alle esigenze della tua famiglia.


Importante: le immagini mostrano esempi di corrosione e depositi e non documentano uno specifico acquedotto italiano. La filtrazione domestica non sostituisce i controlli ufficiali, la manutenzione dell'impianto o un'analisi di laboratorio. Le prestazioni dipendono dalla composizione dell'acqua, dalla corretta installazione e dalla sostituzione puntuale delle cartucce.

Fonti e approfondimenti

ISTAT — Le statistiche sull'acqua: perdite nelle reti comunali di distribuzione e dati nazionali 2022.

Utilitalia: età e criticità della rete idrica italiana.

Istituto Superiore di Sanità: sicurezza dell'acqua negli edifici e Decreto Legislativo 18/2023.

Direttiva (UE) 2020/2184: qualità delle acque destinate al consumo umano e sistemi di distribuzione domestici.

Organizzazione Mondiale della Sanità: rischi e gestione dei sistemi di distribuzione dell'acqua potabile.

Raccomandato

PFAS nell’acqua in Italia: cosa sono, quali rischi comportano e come ridurli

I PFAS sono sostanze persistenti già rilevate nell’acqua potabile in diverse aree d’Italia. Scopri i dati aggiornati, i nuovi limiti 2026, i possibili rischi per la salute e i risultati...

Leggere
Cloro e cancro: cosa dice davvero la scienza sull'acqua che bevi ogni giorno

Cloro e cancro: cosa dice davvero la scienza sull'acqua che bevi ogni giorno L'acqua del rubinetto è a norma di legge. Ma "a norma" e "priva di sostanze indesiderate" non...

Leggere
Microplastiche nell’acqua: potremmo berle ogni giorno senza vederle

Microplastiche nell’acqua: potremmo berle ogni giorno senza vederle L’acqua può essere trasparente, non avere odori strani e sembrare perfettamente pulita. Eppure può contenere minuscoli frammenti di plastica impossibili da riconoscere...

Leggere
Disidratazione: sintomi, cause e quanta acqua bere al giorno

Caldo, sport, giornate intere fuori casa: la disidratazione arriva prima ancora che si avverta la sete. Ecco come riconoscerla in tempo, quanta acqua serve davvero ogni giorno e come restare...

Leggere
Acqua dura e calcare in casa: come riconoscerli e misurare la durezza

Bollitore incrostato, aloni sui bicchieri, soffione della doccia che perde colpi: il calcare è ovunque in casa. Ecco come riconoscere la durezza della tua acqua, quanto è dura città per...

Leggere
Installazione AQUAPHOR RO-70S / RO-101S / RO-102S: guida fai-da-te passo per passo

Hai un sistema a osmosi inversa AQUAPHOR RO-70S, RO-101S o RO-102S e vuoi installarlo da solo? Niente idraulico: bastano un trapano, una chiave e una serata. Ecco la guida completa...

Leggere